Al mio ultimo "
fotoromanzo Gri-Grì" la mia amica *-
Cipì-* nei commenti mi ha scritto che si era scompisciata dalle risate per il popolo Gingy che danzava la Mandala-dance per andare in trance... Questo post lo dedico principalmente a lei, che tanto mi fa sorridere, che tanto mi rallegra e spesso mi commuove!!!!
Il popolo Gingy in trance
Bene, perché non fare anche un post serio sui mandala??? In fondo è la mia passione, dipingere! Da anni do corsi di pittura meditativa (con i mandala) sia per adulti che per piccini!!! Ho sempre l'impressione che tramite i corsi, o meglio, attraverso la realizzazione dei mandala le persone acquisiscano calma, concentrazione, centratura....
Spesso i termini "mandala", "chakra" e "meditazione" mettono quasi in soggezione, si pensa che solo dopo anni di esercitazioni, quando si è prossimi alla santità si può iniziare ad avvicinarvici.... Invece.... Ma lo sapete cosa significa letteralmente Mandala???? Spazio Sacro!!!! Ecco, tutto qua, creare uno spazio sacro, il nostro. È semplice, il cerchio con un punto in mezzo. E tutto è possibile, tutto è semplice. Nel cerchio non esiste più sopra e sotto né destra e sinistra.... Solo il centro e la periferia!

Questo, per esempio, è un mandala realizzato durante uno dei miei corsi "percorso attraverso l'arcobaleno" (2002) usando tempere, pastelli, acquerelli. In questo caso era la serata "verde" (se qualcuno avesse avuto caso mai dei dubbi). Nessuna geometria, si entra nel flusso del colore e si vede dove porta, ed in questo caso ha portato solo ad un piccolo fiore di loto alla periferia... (Lo sapete che il verde è anche il colore del chakra del cuore?). Lo vedete che non c'è bisogno di essere Van Gogh per dipingere un Mandala d'effetto????
E vi assicuro che negli anni i più bei mandala che ho visto venivano proprio dalle persone che non sapevano disegnare o da quelle che riuscivano a dimenticare tutte le nozioni fino ad allora apprese!!!!!! Provateci, un cerchio con il suo centro. Guardatelo. Siete confusi? Cominciate a prendere un colore e vedete dove vuole andare, dimenticate quelle belle geometrie degli Yantra, lasciate che siano i colori che usate a manifestarsi nel vostro spazio sacro. Ci volete mettere uno sbaffo di caffè-latte??? Fatelo! Girate il foglio, girate attorno al foglio, riempite il vostro spazio di qualsiasi forma o colore senza mai chiedervi se vi piace, se è bello, se somiglia ad uno che avete visto e che vi piace tanto. Fatelo tanto per fare, per lasciarvi andare... Non è bella questa mandala-dance??? Non vi sentite già un po' Gingy???
Sri Yantra - o Yantra of Creation è il più venerato di tutti gli yantras Hindu. C'è una misteriosa bellezza che nasce dall'unione di nove triangoli che formano un'immagine di perfetto equilibrio ed armonia e la completezza dello yin e yang, creando 43 triangoli più piccoli che definiscono lo Sri Yantra.
Ma se volete qualche piccola, piccolissima nozione teorica vi lascio con il testo che propongo alla fine del corso, perché la teoria non vale nulla confronto alla pratica!!!!!!
"Che il mandala sia il principale modello simbolo del nostro mondo è semplice da capire se pensiamo alla forma dell’atomo. Tutto quanto ci è percepibile è composto da mandala in quando composta da atomi. La struttura dei fiocchi di neve, la forma di una goccia d’acqua, il cerchio che si disegna sul filo dell’acqua quando lanciamo un sasso, il guscio delle lumache, la sezione di un frutto, la forma della terra, delle stelle, delle galassie.….
Onde sonore, prodotte dalle vibrazioni di un disco di acciaio, e rese visibili per mezzo di fotografia, danno vita a una forma dall’impressionante carattere di mandala
Da: "L’uomo e i suoi simboli" , C.G. Jung, Raffaello Cortina Editore,1990
Contemplando un mandala contempliamo il nostro universo, il micro ed il macro cosmo e ci inseriamo in esso al contempo come osservatori e come partecipanti e spesso come creatori. L’uomo da sempre ha avuto bisogno di dare un ordine, di trovare una rappresentazione dell’opera Divina e spesso l’ha fatto tramite i mandala. Ritroviamo mandala in tutte le grandi civiltà sul filo del tempo, i rosoni delle vetrate nelle cattedrali cattoliche, i mandala degli Atztechi, degli Indiani d’America, Egizi ecc.
Il rosone della cattedrale di Notre-Dame, Parigi Da: L’uomo e i suoi simboli, C.G. Jung, Raffaello Cortina Editore,1990
Pillole di Mandala [1]
Il mandala è letteralmente un cerchio, benché il suo disegno sia complesso e spesso contenuto in un quadrato, come lo yantra (tradizione indù), ma di tipo meno schematico. Il mandala è nello stesso tempo una sintesi della manifestazione spaziale, un'immagine del mondo e la rappresentazione e l'attualizzazione di potenze divine; è anche un'immagine psicagogica, capace di condurre colui che la contempla all'illuminazione. (…)
Il mandala tantrico deriva dallo stesso simbolismo: dipinto o disegnato come supporto alla meditazione, tracciato sul suolo per i riti di iniziazione, si tratta essenzialmente di un quadrato orientato con quattro porte contenente cerchi e loti, popolato di immagini e di simboli divini. Il mandala può anche essere interiorizzato, racchiuso nella caverna del cuore..
Il buddismo dell'Estremo Oriente (lo Shingon giapponese, per esempio)
presenta mandala dipinti a forma di loto, dei quali il centro e ogni petalo hanno l'immagine di un Buddha o di un Bodhisattva.
Per i Giapponesi buddisti della setta Shingon, le rappresentazioni concentriche dei mandala sono l'immagine dei due aspetti complementari, e alla fine identici, della realtà suprema: l'aspetto della ragione originaria, innata negli esseri, che utilizza le immagini e le idee del mondo illusorio; l'aspetto della conoscenza ultima prodotta attraverso gli esercizi, acquisita dai Buddha e che si fonde con l'uno nell'intuizione del nirvana. Il mandala è insieme un'immagine sintetica e dinamica che rappresenta e tende a far superare le opposizioni del multiplo e dell'uno, del decomposto e dell'integro, del differenziato, dell'esterno e dell'interno, del diffuso e del concentrato, dal visibile apparente al reale invisibile, dallo spazio-temporale all'atemporale e extra-spaziale.
Nella tradizione Tibetana, il mandala è la guida immaginaria e provvisoria della meditazione; esso manifesta nelle varie combinazioni di cerchi e di quadrati l'universo spirituale e materiale e la dinamica dei rapporti che li uniscono sul triplice piano cosmico, antropologico e divino.
C.G. Jung ricorre all'immagine del mandala per tracciare «una rappresentazione simbolica della psiche, la cui essenza ci è sconosciuta». Egli ha osservato, come pure i suoi seguaci, che queste immagini sono utilizzate «per consolidare l'essere interiore o per favorire la profonda meditazione. Si ritiene che la contemplazione di un mandala ispiri la serenità, il sentimento che la vita ha ritrovato senso e ordine. Il mandala produce lo stesso effetto quando appare spontaneamente nei sogni dell'uomo moderno che ignora queste tradizioni religiose. Le forme rotonde del mandala sono il simbolo in generale dell'integrità naturale, mentre la forma quadrata rappresenta la presa di coscienza di tale integrità. Nel sogno, il disco quadrato e la tavola rotonda si incontrano, annunziando un'imminente presa di coscienza del centro». Il mandala ha una doppia efficacia: conservare l'ordine psichico se esiste già, ristabilirlo se è scomparso; in quest'ultimo caso, esso esercita una funzione stimolatrice e creatrice. L'esperienza del mandala non é dunque solo una pratica religiosa di antica origine, presente nelle culture di tutti i continenti, ma è anche un mezzo modernissimo di autoformazione e di crescita personale. 
Qui un mandala
Zogchen copia di un disegno caro a questa disciplina (regalo alla mia maestra di yoga). Cipi ora ti faccio morire, ci si danza sopra!!!! M davvero, clicca
qui per il corso principianti, e
qui per vedere il video... (la realtà supera la fantasia) Non solo i Gingy si danno alle pazze gioie!!!!"
[1] Dizionario dei simboli, Jean Chevalier e Alain Gheerbrant, ed. BUR, dizionari Rizzoli, 1986
Vedete, tutto può diventare mandala, qui le ninfee dello stagno di mia zia in Francia (2002), dipingerlo mi ha dato grande conforto mentre assistevo mio nonno prossimo alla morte... Ora sta di fianco alla mia scrivania in studio, insieme ad un angelo custode di legno che mi porto dietro dall'infanzia, per non dimenticare mai che fino a che c'è vita la vita si esprime!!!!
E con i pazzi Gingy abbiamo aperto e con loro finiamo, anzi mi mostro che fine hanno fatto: una super pacchiana collana natalizia brillantinosa e fiocchettosa. 
Ed ora fuoco alle polveri; foglio, compasso, colori e tutti in pista per la MANDALA-DANCE!!!!